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Una doverosa premessa:

Lavorare ad un elenco, seppur non esaustivo, delle persone da ringraziare per il loro contributo si è rivelata, sin da subito, un’impresa più difficile del previsto: molte sono, del resto, le persone che in questi anni mi sono state vicine, sia aiutandomi a scoprire, definire e inseguire questa mia passione per le regioni settentrionali del globo, sia prestandosi – più o meno volontariamente – come fonti di ispirazione per la creazione di una interminabile serie di suggestioni, immagini e personaggi. Una seconda, e altrettanto dovuta, premessa riguarda l’aspetto non propriamente tradizionale di questa “lista” che sarà organizzata non per singole persone, ma per categorie, tipologie umane: si tratta di un elenco che non vuole essere esaustivo – la passione per il mondo del nord mi accompagna, del resto, sin dalla tenera età, così che il numero dei sostenitori (e detrattori) è piuttosto elevato e impossibile da riportare integralmente – ma che vuole consentire ai (si spera pochi ) grandi dimenticati di ritrovarsi comunque all’interno di una, o più, delle classi da me individuate.

Questa lunga, e confusa, premessa per introdurre le righe che seguono, un sentito, sentitissimo ringraziamento a tutte quelle persone che hanno reso, e ancora rendono possibile questo lavoro.

1.I cantastorie

Non bisogna dimenticare che il progetto Tales From The North (lett. Racconti dal Nord) è, prima di ogni altra cosa, un esperimento di storytelling, dove anche gli articoli dal taglio più “scientifico” non mancano di una certa dose di espedienti narrativi. Non sorprenderà quindi che la prima categoria di persone ad essere menzionata sia proprio quella dei Cantastorie composta da tutte quelle persone che, in questi anni, hanno condiviso con me i loro racconti, tanto le loro storie personali quanto invece quelle parte delle varie tradizioni folkloristiche locali.

La menzione d’onore, in questo caso, spetta a mio nonno materno, del quale porto -orgogliosamente- il nome, scomparso nel 2013, quattro anni prima che io prendessi la via del Nord: è a lui, infatti, che devo la mia passione per il mondo del mito, delle fiabe e delle storie. Alla sua figura di “primo raccontatore di storie”, si sono affiancati poi, negli anni, una serie di diversi personaggi: mio nonno paterno, Fausto, recentemente scomparso, L., più volte citata nei miei racconti (e che forse meriterebbe di occupare un posto in almeno altre due delle categorie da me individuate), Olav e suo marito Knut, che, in Norvegia, mi hanno accolto per tre mesi nella loro casa, Don Alberto, amico, mentore e cantastorie sui generis.

Una menzione particolare meritano poi Johan, Einar e tutti gli “anziani del villaggio” che hanno condiviso con me – o meglio, con i miei “interpreti” preziosi frammenti del loro antico sapere.

2.I “prendi e vai”

Nella prima versione di questa lista definivo i “Prendi e Vai” come “la categoria alla quale devo di più“, ma non sono sicuro che questo sia vero, credo piuttosto che a loro sia toccato l’ingrato compito di spingermi a compiere il salto definitivo, quello del partire, e che proprio in questa parola – definitivo – , sia racchiusa tutta la loro importanza. Non credo infatti sia presente, in questa “lista” una categoria che sia nettamente più importante delle altre, ma che ciascuna di esse abbia avuto un ruolo unico, preciso ed insostituibile e che insieme, abbiano contribuito alla realizzazione di questo progetto, ancora allo stadio embrionale – o, forse, neonatale.

Definisco i “prendi e vai” come le persone che mi hanno spinto, appunto, a prendere e partire senza mai guardami (troppo) indietro; sono le persone che, magari tra un rimprovero e l’altro, mi hanno spronato – e aiutato – ad inseguire i miei sogni, a lasciare il nido. Qualcuno di loro, forse, se ne sarà pure pentito. Mi chiedo, allora, se i miei “zii” – non saprei come altro definirli – si siano pentiti dell’avermi finanziato il primo viaggio nel nord del mondo, nel gennaio del 2017, vedendo cosa ne è poi scaturito.

Ad ogni modo, un grazie va prima di tutto a loro, Angela e Piero -dai quali ho ereditato anche la passione per la fotografia- , ma anche alla mia migliore amica, Giada, la migliore che io potessi incontrare, al già citato Don Alberto e a tutti coloro che, leggendo, si rivedranno in questa descrizione. Spero un giorno possano dirsi fieri di me.

3. Gli amori

Se nella prima versione di questa lista definivo i “Prendi e vai” come la categoria più importante di persone da ringraziare, quella degli Amori era presentata come quella “più difficile da ringraziare“, cosa che in un certo senso non può dirsi che vera: appartengono a questo gruppo quelle (poche) persone che, in determinate fasi della mia vita mi sono state più vicine di chiunque altro, ascoltando per mesi, talvolta persino anni, le mie storie e i miei deliri sul mito e sulle lande artiche senza mai, però, mancare di farmi sentire il loro supporto. Sono anche le persone, al pari delle Muse (punto 4) che più hanno contribuito alla creazione di personaggi, racconti e metafore. Si contano, come del resto è giusto che sia, sulle dita di una mano: meriterebbero di essere ringraziate una ad una, con tanto di nome completo, invece, non lascerò, di loro, nemmeno le inziali:

Un grazie va ad **, arrivata forse al momento sbagliato: lei che ha ascoltato per mesi le mie storie, ha assecondato la mia voglia di scappare e che forse avrebbe meritato un finale diverso.

E un grazie va a *, la prima musa e la prima storia raccontata: l’aurora boreale, il segreto sussurrare delle neve, il perdersi delle parole davanti ai vasti e silenti spazi d’Islanda.

4. Le Muse

Appartengono a questa categoria le passioni fulminee, i baci rubati, gli sguardi incrociati e caduti ancor prima di essere ricambiati, ma che per la loro intensità hanno dato vita a schiere di personaggi, nuovi racconti e, talvolta, persino a nuove visioni del mondo.

Un grazie a B., nei cui occhi ho visto riflettersi, una sera, un tramonto faroese.

E un grazie a P., che sta cantando nella stanza di fianco alla mia, che ama scalare le montagne e che, per un breve istante, ha avuto in sé tutte le meraviglie di una notte d’Inverno.

5.Le famiglie, lontane e vicine

Un grazie va a tutte le persone che mi hanno accolto nelle loro case quando forse nessun’altro lo avrebbe fatto: penso ai già citati Olav e Knut, ma anche a Sigga e alle sue figlie, a Tora e Jens, ma soprattutto Anna Maria e Halldor, che mi hanno accolto nella loro casa in Islanda e che, ancora oggi, sono tra le persone che ho più care e non smettono di farmi sentire il loro supporto.

6. Tutti gli altri

Un grazie speciale va ai miei amici, tanto a quelli che mi stanno vicino da anni quanto quelli che solo di recente hanno fatto la loro comparsa nella mia vita: Giada, Selene, Federico, Lorenzo, Alessandro, Mariasara, Anna […] la lista è lunga e sono certo che finirei comunque per dimenticarmi qualcuno, ma spero sappiano che sono grato ad ognuno di loro.

English

It’s not an easy task, or duty, to think about all the people who, in the last few years, have helped – and still are – me collecting myths, legends and words from the northern part of the globe: they’re simply too many to be collected in a single, nominal, list. Also, I must not forget about all the other people who made all this, travels, long term stays, reportages, possible: I’m talking about all my extra supportive friends, my hosts, all the people who later have became characters, metaphors, or, sometimes, even symbols. While expressing my gratitude to each one of them may not be possible, not in a single blog post, it is possible to identify a series of categories, classes of people in which each one of them, even if not explicitly mentioned, will be able to find his (and her) place.

  1. The Storytellers

If It wasn’t  for my grandad, God – or, perhaps, gods – only knows where I’d be now. He was the first of the “storytellers” I’ve met, people who can not just hold themselves from sharing, telling or, in some cases, even inventing stories. There is no doubt my love for everything concerning stories, myths, and words orginiates from the time I got to spend with him and from the long summer nights spent sitting next to him, gazing at the stars. No word, nor metaphor will ever be able to explain how grateful I am for those moments. Later, growing up, I got to meet hundreds, perhaps thousands of people like him: strangers at the bus stop, old folks, travellers, nomads. Each one of them carring a priceless treasure of stories, both personal and handed down by ancient knowledge(s). However, a special mention goes to Olav and Knut, who hosted me for three months in their beautiful home, teaching me everything related to ballads, dances and norwegian folklore, to L., who later became one of my favourite characters, to Don Alberto Rocca, friend, mentor and storyteller but also to Einar, Johan, Gunnar and all the “village elders” who spent some time teaching me their stories, sharing with me precious shards of their ancient knowledge.

2. The Go and Be Brave!

These are the people who have always encouraged me to follow my dreams, to start travelling without turning back. I’m pretty sure some of them are regretting their words, now. I’d like to thank my godparents, Angela and Piero, who have always supported me, no matter what. They’ve been my family when I needed it the most and I hope they can be proud of me, someday.      

And, special thanks to:

Loves gone bad

To *, who’s listened to my stories and tales for months and who, perhaps, would’ve deserved something better. I’m sorry.

And to **, who is the first muse, the first tale and all the words losing themselves in front of the wide and silent Icelandic moors.

Muses

To B., in whose green eyes, one night, was reflecting a Faroese sunset.

To P., who’s  singing on the other end of the wall, who loves to climb mountains and who, for a brief istant, has been all the wonders of an Icelandic winternight.

Families

Thanks to all the people who hosted me in their homes, to Olav and Kunt, Sigga and her daughters, Tora and Jens, but specially to Anna Maria and Halldor, who are constantly helping and inspiring me.

And all the others

To all my friends, the oldest and the newer ones: Giada, Selene, Lorenzo, Federico, Alice, Alessandro, Mariasara… the list is long, but I love you all.