“Skǫll heitir úlfr, er fylgir eno skirleita goði til varna viðar; en annarr Hati, hann er Hróðvitnis sonr, sá skal fyr heiða brúði himins”

Skoll si chiama il lupo che, al riparo tra i boschi, insegue la divinità splendente; ma un altro, Hati, figlio di Hróðvitnir, precederà la chiara sposa del giorno.

Edda, prima parte (Gylfaginning)

Tra le varie figure del mito, poche mi sono care quanto quella di Skoll e Hati, i due lupi (qui) che nella mitologia scandinava rincorrono incessantemente il sole e la luna attraverso la volta celeste, causandone il moto. Allo stesso tempo, pochi soggetti esercitano su di me lo stesso fascino della luna piena che si riflette sulla neve appena caduta.

Ed è da questi pensieri, da una sorta di crasi tra l’immagine di una luna in fuga e una fredda notte d’inverno che nasce la serie di scatti Selenophilia, letteralmente ” amore, passione per la luna”: è il 10 gennaio del 2020, l’ennesima tormenta ha portato con sè metri e metri di neve che, mossi dal vento, hanno cambiato radicalmente l’aspetto del paesaggio che circonda la fattoria islandese dove ho passato gli ultimi mesi e dove, senza saperlo, tornerò l’anno successivo: intere vallate sono scomparse nel corso della notte e quelli che fino a poche ore prima erano versanti scoscesi, vaste e ruvide distese di pietra vulcanica sono ora morbidi pendii, addolciti, trasformati, dalla prima neve dell’anno.

La neve ha creato un nuovo paesaggio, diverso, facendo in una notte quello che a qualunque altra potenza avrebbe richiesto anni, forse decenni: scopro così di potermi perdere, di essermi perso, anche nel “giardino di casa”, lungo gli stessi sentieri, ora scomparsi, che ho percorso per mesi: cerco, invano, le mie strette gole, le mie ripide cascate, ma queste non rispondono alla mia chiamata.

In alto, sopra e intorno a me, ora alle mie spalle, la luna continua la sua fuga: la vedo tramontare e risorgere decine di volte, scomparire dietro agli altri crepacci per poi ricomparire in un qualche angolo diverso del cielo: Hati, comunque, non riuscirà a raggiungerla.

5 risposte a "Selenophilia, quando il lupo tarda ad arrivare"

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